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		<title>Famiglie a rischio default, Sicilia maglia nera per sovraindebitamento</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 09:08:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le obbligazioni assunte dalle famiglie italiane hanno raggiunto, in questi ultimi due anni, la soglia critica della non onorabilità del debito, superata la quale si rischia seriamente il fallimento. A lanciare l&#8217;allarme sul rischio fallimento per centinaia di famiglie è la Uilcem, il sindacato della chimica, dell&#8217;energia e petrolio di casa Uil. «Il tema del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1580&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin:2px;" src="http://uilcemragusa.files.wordpress.com/2010/02/augusto-pascucci.jpg?w=521&#038;h=349" alt="" width="521" height="349" />Le obbligazioni assunte dalle famiglie italiane hanno raggiunto, in questi ultimi due anni, la soglia critica della non onorabilità del debito, superata la quale si rischia seriamente il fallimento. A lanciare l&#8217;allarme sul rischio fallimento per centinaia di famiglie è la Uilcem, il sindacato della chimica, dell&#8217;energia e petrolio di casa Uil.</p>
<p style="text-align:justify;">«Il tema del sovraindebitamento del cittadino è una questione che ci appartiene per cultura e per sensibiltà. Noi della Uilcem – dichiara <strong>Augusto Pascucci,</strong> segretario generale della categoria- l’abbiamo affrontata per primi e per primi ci siamo spesi per inserirla negli accordi di rinnovo del contratto collettivo nazionale della chimica, perché crediamo che la gestione contrattuale del rapporto di lavoro sia la giusta sede per dare un’ulteriore aiuto ai lavoratori e alle loro famiglie che vivono, nel quotidiano, il dramma della sovra esposizione al credito finanziario».</p>
<p style="text-align:justify;">Il sovrindebitamento dei lavoratori è ormai una vera piaga sociale. Basti pensare che in Sicilia, l’esposizione finanziaria per famiglia, nel 2011, ha toccato la media di 20.000 euro pro nucleo, con tassi d’insolvenza altissimi per le province di Catania, Caltanissetta, Enna e Ragusa. I debiti contratti dai lavoratori siciliani vanno dai mutui acquisto prima casa, ai finanziamenti per ristrutturazioni del credito al consumo. Il ricorso a forme di finanziamento illegale, per arrivare alla fine del mese e per onorare, soprattutto, le obbligazioni contratte ed evitare i protesti è dunque sempre più evidente, con il pericolo di finire irrimediabilmente nella rete tesa dagli strozzini.</p>
<p style="text-align:justify;">Dall&#8217;esperienza del lavoro sindacale emerge il quadro di un fenomeno in fortissima espansione, vissuto nella solitudine più profonda. Anche il Governo è consapevole del problema. Infatti, lo scorso 22 dicembre il Consiglio dei ministri ha emanato il nuovo decreto legge n. 212 (Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile) che permette una dignitosa via d&#8217;uscita dalla crisi anche ai soggetti più deboli, non tutelati dalla legge sui fallimenti, come le grandi aziende. Un provvedimento legislativo nel quale si mette in evidenza l’urgenza che ormai riveste questa tematica, drammatica per molti versi, di cui occuparsene in modo serio senza perdere ulteriore tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">«Per la prima volta viene offerta ai cittadini, e non solo alle imprese – commenta il segretario nazionale della Uilcem- la possibilità di concordare con i creditori un piano di ristrutturazione dei debiti per la finale esdebitazione e chiudere quindi ogni contenzioso come avviene per le grandi aziende. Protezione del reddito del lavoratore nella consapevolezza che una migliore qualità della vita incide positivamente sulla produttività del lavoro».</p>
<p style="text-align:justify;">Con il Decreto Legge 212, finalizzato a fronteggiare le situazioni di famiglie e piccole imprese in crisi, viene introdotto per la prima volta in Italia un meccanismo di estinzione di tutte le obbligazioni del soggetto sovraindebitato, anche nella prospettiva di una deflazione del contenzioso in sede civile derivante dall&#8217;attività di recupero forzoso dei crediti. In pratica viene data la stessa possibilità di cui godono le grandi aziende, di raggiungere un accordo con i propri creditori per non dichiarare fallita l&#8217;impresa. È previsto un intervento limitato dell&#8217;autorità giudiziaria (che si limita ad omologare l&#8217;accordo raggiunto tra debitore e creditore), mentre decisivo è il ruolo svolto dai neo costituiti organismi di composizione della crisi, che, composti da professionisti in possesso di adeguata preparazione, favoriscono la definizione dell&#8217;accordo e ne seguono l&#8217;attuazione.</p>
<p style="text-align:justify;">In questo quadro, la Uilcem avvierà nei prossimi mesi un servizio di prevenzione e gestione del deficit da indebitamento famigliare attraverso punti di ascolto e assistenza all&#8217;interno delle imprese, con un iniziale nucleo di aziende pilota in cui avviare una prima sperimentazione. «Oltre a fornire assistenza e mediazione nella formulazione del piano di esdebitamento e pareggio di bilancio &#8211; spiega Pascucci &#8211; l&#8217;obiettivo è far comprendere al soggetto indebitato il suo modo di prendere decisioni in un percorso-tipo che porta a ritrovarsi in una spirale senza via di uscita, e quindi fargli recuperare una progettualità sana attingendo a &#8220;risorse nascoste&#8221; nella sua biografia e apprendendo un nuovo stile di vita»</p>
<br />Filed under: <a href='http://uilcemragusa.com/category/lavoro-fisco-welfare/'>Lavoro Fisco Welfare</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/category/uilcem-nazionale/'>uilcem nazionale</a> Tagged: <a href='http://uilcemragusa.com/tag/augusto-pascucci/'>Augusto Pascucci</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/insolvenza-bancaria/'>insolvenza bancaria</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/protesti-ragusa/'>protesti ragusa</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/sovraindebitamento/'>sovraindebitamento</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/sovraindebitamento-familiare/'>sovraindebitamento familiare</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uilcemragusa.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uilcemragusa.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uilcemragusa.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uilcemragusa.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uilcemragusa.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uilcemragusa.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uilcemragusa.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uilcemragusa.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uilcemragusa.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uilcemragusa.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uilcemragusa.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uilcemragusa.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uilcemragusa.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uilcemragusa.wordpress.com/1580/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1580&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cassa integrazione, in novembre a Ragusa zero richieste della deroga</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 14:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uilcemragusa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro Fisco Welfare]]></category>
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		<description><![CDATA[Davide Allocca Cassa integrazione in calo tra ottobre e novembre nel territorio ibleo (ed in aumento esponenziale rispetto allo stesso periodo del 2010), ma ottimismo ridotto al lumicino: la crisi c&#8217;è e nei prossimi mesi rischia di farsi sentire con effetti ancora peggiori in particolare sul mercato del lavoro. È questa la fotografia consegnata dal [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1575&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="cassa integrazione trend" src="http://www.sciclinews.com/immagini_articoli/1325272299_cassa_integrazione_novembre.jpg" alt="" width="335" height="259" /></p>
<div><strong>Davide Allocca</strong></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;">Cassa integrazione in calo tra ottobre e novembre nel territorio ibleo (ed in aumento esponenziale rispetto allo stesso periodo del 2010), ma ottimismo ridotto al lumicino: la crisi c&#8217;è e nei prossimi mesi rischia di farsi sentire con effetti ancora peggiori in particolare sul mercato del lavoro.</div>
<div style="text-align:justify;">È questa la fotografia consegnata dal 35. rapporto Uil, commentato dal segretario generale provinciale Giorgio Bandiera e dal dirigente Uilcem, Giuseppe Scarpata. Un quadro a tinte fosche, che registra come unico segnale positivo, in controtendenza rispetto al dato nazionale, oltre 50 mila ore autorizzate a novembre, rispetto alle quasi 67 mila di ottobre, con un calo del 24 per cento complessivo.</div>
<div style="text-align:justify;">E mentre si rileva l&#8217;assenza di richieste per gli ammortizzatori sociali in deroga, ovvero quelli dedicati alle piccole imprese, alle aziende artigiane ed al terziario, unico caso a livello nazionale insieme ad Isernia, e la cassa integrazione straordinaria si mantiene su livelli invariati (208 ore), è la Cassa integrazione ordinaria ad assorbire principalmente il calo indicato.</div>
<div style="text-align:justify;">Nell&#8217;analisi per rami produttivi, a fronte dell&#8217;assenza di richieste di ammortizzatori sociali nel settore industriale (rispetto alle oltre 57 mila ore autorizzate ad ottobre), è l&#8217;edilizia ad assorbire l&#8217;intera quota di cassa integrazione ordinaria rilevata nel territorio (oltre 50 mila ore a novembre, rispetto alle quasi novemila ore di ottobre), mentre il commercio risulta sostanzialmente invariato nella ripartizione per rami d&#8217;attività, con 208 ore richieste.</div>
<div style="text-align:justify;">L&#8217;analisi di Bandiera e Scarpata, però, è sostanzialmente negativa: «La media e grande industria consolidano anche a novembre il trend positivo di aumento globale delle produzioni e abbattono significativamente la richiesta di ammortizzatori sociali. Ma ci troviamo di fronte a una stabilità economica apparente – spiegano i sindacalisti Uil – dove la continuità di produzione non è supportata da un&#8217;adeguata crescita delle commesse e delle vendite dei prodotti. Una situazione paradossale che ha determinato, in alcune realtà industriali, livelli di magazzino al limite della saturazione, e quantità di invenduto poco sostenibili. La sfavorevole situazione del mercato porterà, inesorabilmente, a una contrazione dell&#8217;attività lavorativa anche nel prossimo anno. Come il caso dell&#8217;Ancione spa, – sottolineano ancora Bandiera e Scarpata – che ha già protocollato una richiesta di sei settimane di cassa integrazione ordinaria a zero ore dal 9 gennaio al 25 febbraio, che interesserà ben 25 lavoratori dello stabilimento di Ragusa».</div>
<div style="text-align:justify;">In ogni caso il territorio ibleo è l&#8217;unico tra le province siciliane con un calo nelle richieste complessive, in un&#8217;isola che registra il picco più alto di ammortizzatori sociali in deroga (più 345 per cento) nel confronto con le altre regioni. Una consolazione parziale, che non autorizza però grande ottimismo, anche perchè rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l&#8217;aumento di richieste di ammortizzatori sociali complessive, è addirittura del 432 per cento, con oltre 50 mila ore autorizzate a fronte delle novemila richieste a novembre 2010. Un aumento concentrato sugli ammortizzatori sociali ordinari, assenti nello stesso periodo dello scorso anno, mentre il trend registra un&#8217;evidente inversione positiva nelle richieste di cassa integrazione ordinaria e straordinaria.</div>
<div style="text-align:justify;">Ma anche quest&#8217;ultimo aspetto, non deve trarre in inganno, come sottolineano Bandiera e Scarpata: «L&#8217;assenza di richieste di Cassa integrazione in deroga per il bimestre ottobre-novembre – concludono – non deve creare illusioni sul futuro economico, tutt&#8217;altro che roseo, per la microindustria e per le piccole e medie imprese commerciali del nostro territorio, ancora tutto da scrivere e da determinare nell&#8217;incertezza degli affidamenti bancari, più che dimezzati per le imprese, e nella conferma sempre più inesorabile di un calo generale delle vendite e dei consumi».</div>
<div></div>
<div><strong>Gazzetta del Sud</strong></div>
<div>30/12/2011</div>
<p><span id="more-1575"></span></p>
<p><a href="http://www.ragusanews.com/articolo/25064/cassa-integrazione-in-novembre-a-ragusa-zero-richieste-della-deroga"><strong>Ragusanews.com</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rispetto alle 67.000 ore autorizzate a Ottobre 2011, Ragusa, in controtendenza rispetto al dato nazionale -che vede tutti i territori a maggior incidenza industriale crescere sotto il profilo delle richieste dell’ammortizzatore sociale ordinario e speciale- registra un <span style="color:#0000ff;"><strong>meno 24%</strong></span>di richieste, con appena 56.626 ore autorizzate a novembre per lo strumento ordinario. Sono i dati del 35esimo rapporto UIL, elaborati dalla struttura nazionale e presentati, per il nostro territorio, dai segretari provinciali <strong>Bandiera</strong> e <strong>Scarpata</strong>. «La media e grande industria consolida anche per il mese di novembre 2011 il trend positivo di aumento globale delle produzioni e abbattono significativamente la richiesta di ammortizzatori sociali. Ci troviamo di fronte a una stabilità economica apparente – sostengono i due segretari della UIL- dove la continuità di produzione non è supportata da un’adeguata crescita delle commesse e delle vendite dei prodotti. Situazione paradossale che ha determinato, in alcune realtà industriali, livelli di magazzino al limite della saturazione, e quantità di invenduto poco sostenibili. La sfavorevole situazione del mercato porterà, inesorabilmente, a una contrazione dell’attività lavorativa per il 2012. È il caso dell’Ancione spa, che ha già protocollato una richiesta di 6 settimane di CIG ordinaria a zero ore dal 9 gennaio 2012 al 25 febbraio 2012 e che interesserà ben 25 risorse dello stabilimento di Ragusa». Declinando i dati per settori produttivi, nel mese di Novembre 2011, la piccola, media e grande industria del Ragusano non richiede prestazioni di cassa integrazione ordinaria, né straordinaria; l’edilizia, tuttavia, riscuote, da sola, il 90% delle richieste globali con 50.418 ore autorizzate, su 56.626 totali, in leggera flessione rispetto al dato di Ottobre 2011. Con 208 ore autorizzate il settore del commercio ripresenta gli stessi numeri in ordine alle richieste dello strumento sociale ordinario. Ragusa, assieme a Isernia, in ambito nazionale non hanno avuto accessi alla cassa integrazione speciale in deroga per il mese di novembre 2011. Le due Province si mantengono stazionarie alle <strong>zero richieste di cassa integrazione in deroga</strong> del mese precedente. Il picco più alto della cassa integrazione in deroga, a livello nazionale, si registra purtroppo in Sicilia con un <strong>più 345,1%</strong> rispetto ai dati di ottobre. L’aumento ha investito ben 8 regioni. La Cig in deroga nasce come intervento salariale per sostenere imprese e lavoratori non destinatari della normativa dedicata alla Cassa integrazione guadagni ordinaria. Si tratta dell’estensione dell’ammortizzatore sociale normale ai prestatori d’opera di piccole imprese, di aziende artigiane e del terziario, indirizzata anche al popolo sempre più numeroso nella nostra provincia dei lavoratori atipici. “La non richiesta dello strumento speciale in deroga per il bimestre ottobre/novembre 2011 –concludono Giorgio Bandiera e Giuseppe Scarpata- non ci deve far illudere sul futuro economico, tutt’altro che roseo, per la microindustria e per le piccole e piccolissime attività commerciali del nostro territorio, ancora tutto da scrivere e da determinare nell’incertezza degli affidamenti bancari più che dimezzati per le imprese e nella conferma sempre più inesorabile di un calo generale delle vendite”.<!--more--></p>
<p>&nbsp;</p>
<br />Filed under: <a href='http://uilcemragusa.com/category/lavoro-fisco-welfare/'>Lavoro Fisco Welfare</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/category/previdenza-e-tfr/'>Previdenza e TFR</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/category/uilcem-ragusa/'>uilcem ragusa</a> Tagged: <a href='http://uilcemragusa.com/tag/cassa-integrazione-2011/'>cassa integrazione 2011</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/cassa-integrazione-in-deroga/'>Cassa integrazione in deroga</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/cassa-integrazione-ragusa/'>cassa integrazione ragusa</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/dati-ragusa-cassa-integrazione/'>dati ragusa cassa integrazione</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uilcemragusa.wordpress.com/1575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uilcemragusa.wordpress.com/1575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uilcemragusa.wordpress.com/1575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uilcemragusa.wordpress.com/1575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uilcemragusa.wordpress.com/1575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uilcemragusa.wordpress.com/1575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uilcemragusa.wordpress.com/1575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uilcemragusa.wordpress.com/1575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uilcemragusa.wordpress.com/1575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uilcemragusa.wordpress.com/1575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uilcemragusa.wordpress.com/1575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uilcemragusa.wordpress.com/1575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uilcemragusa.wordpress.com/1575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uilcemragusa.wordpress.com/1575/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1575&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Rischio chiusura per le raffinerie di Eni</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 08:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uilcemragusa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;industria della raffinazione e i circa 40.000 addetti che ci lavorano tra diretti e indotto sono &#8220;a rischio&#8221; secondo il numero uno della Uilcem, Augusto Pascucci che chiede investimenti &#8220;commisurati al nostro fabbisogno e di riconversione strutturale che guardi anche all&#8217;esperienza delle bioraffinerie&#8221;.     La Uilcem chiede di affrontare in tempi rapidi la crisi di un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1565&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://us.123rf.com/400wm/400/400/f16photo/f16photo1006/f16photo100600065/7275959-raffineria-di-petrolio-al-crepuscolo-fiume-chao-phraya-thailandia.jpg" alt="" width="492" height="328" />L&#8217;industria della raffinazione e i circa 40.000 addetti che ci lavorano tra diretti e indotto sono &#8220;a rischio&#8221; secondo il numero uno della Uilcem, <strong>Augusto Pascucci</strong> che chiede investimenti &#8220;commisurati al nostro fabbisogno e di riconversione strutturale che guardi anche all&#8217;esperienza delle bioraffinerie&#8221;.     La Uilcem chiede di affrontare in tempi rapidi la crisi di un settore che rappresenta un &#8220;asset strategico per le necessità energetiche del nostro Paese&#8221;. Una posizione &#8211; dice Pascucci &#8211; ribadita anche congiuntamente con i sindacati di categoria della Cgil e della Cisl nel corso di una recente audizione alla Camera e attraverso l&#8217;avvio di un tavolo con il Ministero Sviluppo Economico e UP che inizierà a lavorare nelle prossime settimane.    &#8220;Fino a pochi decenni fa &#8211; afferma &#8211; l&#8217;Italia era il primo operatore europeo della raffinazione. Oggi con una sovraccapacità produttiva intorno ai 30 milioni di tonnellate annue soltanto nell&#8217;arco di due o tre anni sono a rischio almeno 4-5 raffinerie di piccole dimensioni per un totale tra diretto e indotto di 8-9000 addetti. E la crisi interessa tutta Europa con tutti i principali gruppi impegnati in operazioni di chiusura, dismissione o cessione di impianti&#8221;.       La situazione inoltre &#8211; avverte &#8211; &#8220;é destinata a peggiorare per via della crisi e della progressiva riallocazione dei consumi verso combustibili più rinnovabili, a cui va aggiunto il crollo dei ricavi e l&#8217;affacciarsi sul mercato di raffinerie di enormi dimensioni e di distillati più competitivi del carburante made in Italy ma meno adeguati sul piano delle garanzie sociali e ambientali. In questo contesto, senza interventi di politica industriale e una seria programmazione, le 16 raffinerie italiane saranno quasi tutte destinate ad andare fuori mercato&#8221;. Tra queste, la raffineria di Gela, che rischia seriamente di chiudere i battenti.  Eni -sostiene <strong>Silvio Ruggeri della Uilcem regionale</strong>- non può più ricercare pretesti, nell’attuazione degli investimenti più volte enunciati. Investimenti, che l’Uilcem valuta positivamente, perché propedeutici al miglioramento delle prestazioni della Raffineria e al mantenimento e allo sviluppo degli attuali posti di lavoro diretti e dell’indotto, cosi come allo sviluppo economico dell’intera provincia. Richiedendo l’avvio immediato dei lavori attraverso gli investimenti annunciati per il quadriennio a venire. Non essendo più tollerabile che si continui con attacchi che danneggiano irreversibilmente il nostro sito e che stanno generando l’orientamento a non investire più nel nostro territorio e se possibile abbandonarlo.</p>
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		<title>POSIZIONE UNITARIA DELLE SEGRETERIE NAZIONALI FILCTEM FEMCA UILCEM SULLA CRISI DELLA RAFFINAZIONE ITALIANA</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 09:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uilcemragusa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Petrolio]]></category>
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		<category><![CDATA[Augusto Pascucci]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione eni]]></category>
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		<description><![CDATA[On.le Manuela Dal Lago, Presidente della Commissione Attività Produttive Commercio e Turismo della Camera dei Deputati Le segreterie nazionali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil ritengono che la raffinazione, asset produttivo strategico per le necessità energetiche del paese, abbia assunto caratteristiche ormai strutturali, e necessiti di interventi legislativi conseguenti e di nuovi mirati ingenti investimenti . L&#8217;asset è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1560&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="right"><span style="color:#0000ff;"><em><strong>On.le Manuela Dal Lago, </strong>Presidente della Commissione Attività Produttive Commercio e Turismo della Camera dei Deputati</em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://uilcemragusa.files.wordpress.com/2011/09/filctem_femca_uilcem_logounitario.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1489" title="filctem_femca_uilcem_logo unitario" src="http://uilcemragusa.files.wordpress.com/2011/09/filctem_femca_uilcem_logounitario.jpg?w=150&#038;h=141" alt="" width="150" height="141" /></a>Le segreterie nazionali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil ritengono che la raffinazione, asset produttivo strategico per le necessità energetiche del paese, abbia assunto caratteristiche ormai strutturali, e necessiti di interventi legislativi conseguenti e di nuovi mirati ingenti investimenti . L&#8217;asset è molto complesso, è composto da 16 raffinerie molte delle quali di proprietà di società multinazionali quali ENI, ESSO, TOTAL, LUKOIL, MOL, altre di proprietà di società e imprenditoria italiana, quali la ERG, SARAS, API, IPLOM. Ben 7 raffinerie sono di piccole dimensioni e non superano la capacità produttiva massima di 4, 4,5 milioni di tonnellate annue di raffinati. L&#8217;asset è completato funzionalmente dalla logistica primaria, depositi e pipe line, e dalla logistica secondaria. Nei soli impianti di raffinazione sono impiegati oltre 10.000 dipendenti diretti delle menzionate società, circa 12.000 dipendenti delle società appaltatrici addette alla manutenzione ordinaria, oltre alcune migliaia di addetti alle attività di manutenzioni straordinarie o conseguenti agli investimenti e alle innovazioni tecnologiche. A questi vanno aggiunti gli addetti della logistica primaria e secondaria e le staff amministrative collocate per lo più nelle sedi direzionali. Al sistema produttivo della raffinazione è affiancata la struttura della commercializzazione del prodotto che impiega circa ulteriori 5000 dipendenti diretti, oltre agli addetti dei punti vendita organizzati nelle reti aziendali, o nelle extra rete. È opportuno premettere che fino ad oggi è mancato un quadro di riferimento generale sulla politica energetica, di cui la raffinazione è uno degli elementi strategici. È comunque indubbio che oggi le 16 raffinerie italiane sono utilizzate a circa il 70% della loro potenzialità istallata. Il sottoutilizzo degli impianti aumenta l&#8217;incidenza dei costi fissi sul prezzo del prodotto finito, riducendo i margini di raffinazione. Nel giro di 10 anni si è scesi da 93 Mlt trattate per il mercato italiano nel 2001, a 83 MLT nel 2007, mentre le previsioni per il 2011 non vanno oltre i 73 milioni di tonnellate di lavorati totali. Inoltre è significativo che nel decennio è radicalmente mutata la struttura della domanda, che ha visto salire e stabilizzarsi la domanda di gasolio da circa 25 fino a 30 MLT, scendere costantemente quella di benzine da 16 a meno di 10 MLT, quasi azzerarsi quella di olio combustibile che passa da circa 15 a poco più di 2 MLT. Rimangono costanti i consumi e perdite di raffineria, che rappresentano ben il 7% del prodotto. Questa condizione tendenziale si è acuita negli ultimi 3 anni a seguito del calo generalizzato dei consumi, conseguenza della grave crisi economica dalla quale il nostro paese stenta a tirarsi fuori, ed è determinata dall&#8217;utilizzo dei raffinati quasi esclusivamente per l&#8217;autotrazione, e dalle conseguenze delle politiche volte al risparmio energetico. Le politiche volte all&#8217;utilizzo dell&#8217;auto elettrica, anche se di non facile realizzazione nel nostro paese a seguito della scelta antinucleare, e le decisioni in merito ai biocarburanti, unite alle considerazioni di cui sopra, ci fa supporre che non si ritornerà ai consumi precedenti alla crisi, e che nel medio lungo periodo sia prevedibile una costante, seppur contenuta, riduzione della domanda. Ferma restando la preoccupazione per il quadro di insieme, riteniamo però che forti responsabilità per la situazione particolarmente critica di alcuni impianti ricadano sulle aziende stesse. Ad alcune di loro va attribuita la responsabilità per aver inteso massimizzare i profitti, quando la situazione favorevole in essere fino al 2007 avrebbe consigliato di guardare in prospettiva, e di non aver colto l&#8217;esigenza di investire per l&#8217;ammodernamento degli impianti volti ad aumentarne la capacità di conversione, e rispondere adeguatamente alle mutate esigenze del mercato sempre più orientato verso il gasolio, mantenendo peraltro una rilevante produzione di oli combustibili difficilmente commerciabili. Di contro in alcuni impianti sono stati attuati anche investimenti rilevanti per aumentarne la capacità di conversione attraverso tecnologie innovative, alcune frutto della ricerca italiana, come quella per esempio che si sta rendendo operativa nella raffineria di Sannazzaro &#8211; Pavia. In alcuni casi, pur in presenza di un piano di investimenti volto alla riconversione, i tempi per le autorizzazioni si sono talmente allungati, fino ad arrivare fuori tempo massimo, in una fase del tutto cambiata, vedi Venezia, dove le autorizzazioni chieste prima del 2007 a fronte di un quadro diverso e di un piano di investimenti, sono giunte solo nella primavera del 2011, a quadro compromesso. Oppure la vicenda della centrale ENIPOWER di Taranto, fortemente sinergica con la raffineria, soggetta ormai da alcuni anni a posizione alterne delle istituzioni sulle autorizzazioni, che rischiano di far sfumare un altro ingente necessario investimento. Tutto ciò fa si che in alcune raffinerie il margine di raffinazione sia stato negli ultimi tre anni prolungatamente, in alcuni casi consecutivamente, troppo basso se non addirittura negativo. Noi riteniamo che in assenza di interventi di politica industriale e di una seria programmazione e coordinamento nel campo energetico, le raffinerie italiane siano destinate ad andare fuori mercato, e quindi avviarsi alla chiusura, una alla volta. Infatti in aggiunta alle problematiche esposte bisogna dare il giusto peso al fatto che sono in corso di costruzione raffinerie di enorme dimensione rispetto a quelle italiane ed europee, nel medio oriente in prossimità dei luoghi di estrazione, e che si stanno consolidando offerte di raffinati da immettere sul mercato italiano di produzione estera a prezzi vantaggiosi.<span id="more-1560"></span></p>
<p style="text-align:justify;">In sostanza la nostra richiesta è che :</p>
<p style="text-align:justify;">si riconosca strategico l&#8217;asset della raffinazione per il fabbisogno energetico del paese, adottando tutti gli atti necessari e conseguenti;</p>
<p style="text-align:justify;">si definiscano i fabbisogni del paese in un arco di tempo medio lungo – 20/30 anni -, rispetto al quale commisurare la capacità di produzione complessiva da garantire;</p>
<p style="text-align:justify;">si rideterminino conseguentemente condizioni vantaggiose rispetto ai parametri relativi alla dimensione dell&#8217;impianto, alla capacità di conversione, al rapporto col territorio, alle sinergie industriali della produzione, ad esempio col Power e la Petrolchimica;</p>
<p style="text-align:justify;">si determinino quelle decisioni per incoraggiare gli investimenti necessari al settore, a partire da provvedimenti finalizzati a ridurre i tempi per la concessione delle autorizzazioni, nonché all&#8217;accorpamento dei possibili momenti decisionali;</p>
<p style="text-align:justify;">si riveda l&#8217;approccio legislativo sui biocarburanti, favorendo la produzione e la trasformazione della materia prima non d&#8217;importazione;</p>
<p style="text-align:justify;">si operi anche in sede europea, ma non solo, per la tracciabilità della provenienza dei raffinati, onde evitare che vengano immessi sul mercato prodotti provenienti da paesi che non attuano lavorazioni rispettando analoghi vincoli ambientali e di sicurezza presenti nella UE. Condizione questa necessaria a scongiurare danni al sistema della raffinazione del paese, e contemporaneamente a dissuadere le imprese di distribuzione dalla possibilità di importare raffinati prodotti al di fuori dei vincoli ambientali presenti nel nostro paese.</p>
<p style="text-align:justify;">La finalità della tracciabilità della provenienza potrebbe essere quella di individuare un meccanismo di penalizzazione economico rapportato ai mancati costi necessari per la riduzione degli inquinanti immessi nell&#8217;atmosfera. Quesiti posti alle organizzazioni sindacali dalla commissione</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa pensano le organizzazioni sindacali di una eventuale vendita delle azioni Eni detenute dal ministero del tesoro?</p>
<p style="text-align:justify;">Riteniamo che gli assets posseduti da eni e controllati dallo stato tramite la  partecipazione azionaria di controllo, siano assets strategici per il paese, e riguardano il gas, la produzione di idrocarburi, l&#8217;approvvigionamento, la raffinazione e una quota di produzione di energia elettrica. Un diverso assetto proprietario non può essere frutto di decisioni affrettate dovute alla emergenza economica di far cassa, rischiando di far mancare al paese certezze fondamentali per tutte le attività produttive, e contemporaneamente svendendone il valore.</p>
<p style="text-align:justify;">La situazione libica ha influito direttamente con la fermata della raffineria di Venezia?</p>
<p style="text-align:justify;">Il petrolio libico è di ottima qualità, e quindi la fase di raffinazione è facilitata, soprattutto se la raffineria ha bassa capacità di conversione. Ma il problema di Venezia è appunto la bassa capacità di conversione conseguente ai mancati investimenti per l&#8217;innovazione degli impianti.</p>
<p style="text-align:justify;">Rispetto alle dimensioni e alle condizioni generali delle raffinerie italiane secondo le organizzazioni sindacali quali dovrebbero chiudere?</p>
<p style="text-align:justify;">Il nostro ragionamento è diverso, perché riteniamo che la chiusura di un impianto senza risolvere i problemi connessi alla salvaguardia del sistema industriale rapportandolo alle necessità del paese di medio lungo termine e attuando l&#8217;innovazione degli impianti conseguente a questa scelta, non risolverebbe nulla, se non affrontare ad uno ad uno i problemi connessi alla chiusura. Noi riteniamo che occorrano scelte di politica industriale che stabiliscano le necessità del settore, ragionino in termini di dimensioni, siti, innovazione tecnologica, rapporti col territorio e autorizzazioni e poi gli industriali dovranno comportarsi di conseguenza se e dove riterranno di investire a fronte di nuove certezze.</p>
<p style="text-align:justify;">La chiusura di alcuni impianti favorisce la sopravvivenza di altri?</p>
<p style="text-align:justify;">Questa è solo un&#8217;illusione, non potrà avvenire che la sola chiusura di una raffineria si rifletta positivamente sulle altre, perché non farà crescere il margine di raffinazione di una raffineria con bassa capacità di conversione, che magari produce elevate quantità di prodotti difficilmente commercializzabili, come l&#8217;olio combustibile o quote troppo elevate di benzina. Invece vanno favorite le sinergie col power e con la petrolchimica perché oltre a offrire altri sbocchi di mercato, le sinergie in questo senso possono ridurre sensibilmente i costi fissi degli impianti. Vengono in mente gli esempi di falconara e Taranto dove, nel primo caso, la costruzione del rigasificatore e della centrale elettrica, se sarà autorizzata, consentiranno anche la vita della raffineria e, nel caso di Taranto, la costruzione della nuova centrale elettrica, oltre ad abbattere l&#8217;inquinamento sulla città, ridurrà sensibilmente i costi della raffineria e le perdite dovuti ai disservizi causati dalla vecchia centrale a olio che alimenta l&#8217;impianto.</p>
<p style="text-align:justify;">Verrà raffinato a Taranto il greggio di tempa rossa?</p>
<p style="text-align:justify;">A noi risulta che l&#8217;Eni abbia predisposto investimenti per una pipe line, l&#8217;ampliamento dei depositi costieri e un nuovo molo petroli, ma che non abbia accordi per la raffinazione del greggio di cui la Total è capofila. Certo è una ben strana situazione di cui non vediamo il vantaggio ne per il paese, ma neanche per la Total e per l&#8217;Eni.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel caso in cui un impianto dovesse chiudere, la proprietà dovrà rispondere della bonifica dell&#8217;inquinamento ambientale?</p>
<p style="text-align:justify;">È ovvio che le imprese dovranno bonificare le aree industriali eventualmente dismesse, però riteniamo impensabile che queste aree possano essere interessate a processi speculativi che ne prevedano il cambio di destinazione d&#8217;uso, immaginandovi per esempio sopra centri commerciali, scuole o chissà cos&#8217;altro, ci vorrebbero decenni mentre invece nel caso le aree possono essere oggetto di riconversione di asset industriali.</p>
<p style="text-align:justify;">Il problema centrale che vedono le organizzazioni sindacali è legato agli ammortizzatori sociali? Noi riteniamo che il problema degli ammortizzatori si porrà solo se il governo non sarà in grado di dotare il paese di una politica di salvaguardia di questo settore industriale. Certo in alcuni casi il problema potrà porsi.</p>
<p style="text-align:justify;">Le segreterie nazionali</p>
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		<title>Eni, disdetta protocollo competitività e relazioni industriali per crisi raffineria Porto Marghera</title>
		<link>http://uilcemragusa.com/2011/10/21/eni-disdetta-protocollo-competitivita-e-relazioni-industriali-per-crisi-raffineria-porto-marghera/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 13:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uilcemragusa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Petrolio]]></category>
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		<category><![CDATA[andrea fior del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Augusto Pascucci]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione raffineria]]></category>
		<category><![CDATA[protocollo sviluppo e competitività]]></category>
		<category><![CDATA[raffineria Marghera]]></category>
		<category><![CDATA[raffineria porto marghera]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni industriali]]></category>

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		<description><![CDATA[ COMUNICATO UILCEM NAZIONALE Durante l’incontro odierno, tenutosi al MISE, l’ENI ha confermato la messa in CIGO dei lavoratori della Raffineria di Venezia per via della riduzione dei consumi petroliferi e per gli effetti perduranti della crisi economica. In aggiunta, l’ENI ha anche specificato che la crisi ha un carattere temporaneo, sempre che, nei prossimi mesi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1553&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"> <span style="color:#888888;"><strong>COMUNICATO UILCEM NAZIONALE</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://uilcemragusa.files.wordpress.com/2010/02/logo-uilcem.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-545" style="margin:4px;" title="logo uilcem" src="http://uilcemragusa.files.wordpress.com/2010/02/logo-uilcem.jpg?w=300&#038;h=196" alt="" width="300" height="196" /></a>Durante l’incontro odierno, tenutosi al MISE, l’ENI ha confermato la messa in CIGO dei lavoratori della Raffineria di Venezia per via della riduzione dei consumi petroliferi e per gli effetti perduranti della crisi economica. In aggiunta, l’ENI ha anche specificato che la crisi ha un carattere temporaneo, sempre che, nei prossimi mesi non vengano confermati i livelli di criticità attuali o un eventuale peggioramento. Nel caso di un peggioramento dell’andamento del settore della raffinazione l’ENI ha affermato che è fin da ora disponibile ad affrontare tutte le ipotesi di recupero e/o riconversione industriale delle raffinerie con un minore indice di profittabilità. La UILCEM ha rappresentato al Governo la criticità che ormai il settore vive dall’inizio della crisi economica (2008) e che non si intravedono spiragli di ripresa dei consumi dei prodotti raffinati e che da mesi è stato richiesto un “tavolo di settore” al Ministero dell’Industria per valutare la strategicità del sistema della raffinazione in Italia in un quadro (anche di agevolazioni) di “economy capacity”. La UILCEM ritiene che, come avviene nel settore elettrico ove è possibile mantenere l’occupazione anche a fronte di un fermo impianto per minore indice di profittabilità senza far uso degli ammortizzatori sociali, sia possibile anche per le raffinerie italiane, considerate strategiche ai fini dell’approvvigionamento nazionale, di non mettere in CIGO i lavoratori. In aggiunta la UILCEM ha ribadito l’assoluta necessità di avere risposte industriali valide anche per il periodo successivo al 31/12/2014, data di scadenza delle garanzie occupazionali contenute nell’accordo ENI-OO.SS. del 26 maggio 2011. A tali richieste, riconducibili anche ad un quadro di sofferenze locali, per la mancata attuazione dell’Accordo di Programma di Porto Marghera, la UILCEM ha aggiunto la necessità di valutare progetti di riconversione della raffinazione ai fini civili (ciclo integrato dei rifiuti e biocarburanti) per evitare di pagare ulteriori prezzi ambientali visto il forte costo sociale insito in una raffineria dismessa. L’on. Saglia ha dichiarato di voler accompagnare la fase di fermata degli impianti della Raffineria di Venezia, con la promozione di un tavolo ministeriale sul settore della raffinazione. Il tavolo nell’ipotesi fatta dal sottosegretario affronterà il tema della strategicità del sistema delle raffinerie in Italia e l’eventuale definizione di un perimetro di “economy capacity” indispensabile a garantire gli approvvigionamenti di idrocarburi, presenze industriali e occupazionali del settore. Le istituzioni, in particolare la Regione Veneto, hanno chiesto di non affrontare la tecnicalità della fermata degli impianti di Venezia se non dopo un incontro da tenersi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministeri. Tavolo ritenuto più rassicurante rispetto alle aspettative di un territorio che ospita molteplici attività industriali e non solo il tema della Raffinazione che è un “di cui” del già noto “Accordo di Programma” per lo sviluppo di Porto Marghera. A seguito di tale posizione l’On. Saglia ha dichiarato di non essere in grado di garantire in tempi brevi la convocazione del tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma che avrebbe tuttavia promosso presso Palazzo Chigi la richiesta presentata dalla Regione Veneto a nome di tutti gli Enti Locali presenti, Provincia e Comune. A seguito di questa posizione assunta dagli Enti Locali, l’<strong>ENI ha dichiarato di dare disdetta unilaterale dell’Accordo del 26 maggio 2011 e che procederà unilateralmente alla messa in atto delle iniziative necessarie a salvaguardia dei propri obiettivi economici e industriali.</strong> A fronte di quanto dichiarato dalla Regione Veneto e ENI, la UILCEM ha manifestato una forte preoccupazione per il futuro della vertenza della Raffineria di Venezia, comprendendo che la disdetta degli Accordi del 26 maggio 2011, riduce le tutele reali dei lavoratori del sito e non dà alcuna certezza di costituzione dei tavoli settoriali e tantomeno del tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, precarizzando di fatto le certezze degli altri siti Eni presenti in Italia. Inoltre la UILCEM ha chiesto all’ENI di rivedere le proprie affermazioni per evitare che si scarichi sui più deboli le negatività di un braccio di ferro tra Istituzioni locali e l’ENI per fini oscuri. Per le irresponsabilità degli Enti Locali la riunione si è conclusa con un nulla di fatto e con l’unica certezza di trovarci di fronte a scenari fortemente critici per i quali allo stato attuale non si intravedono soluzioni né sul piano del metodo né su quello del merito. La UILCEM nei prossimi giorni promuoverà un’azione sindacale più ampia da discutere con tutte le raffinerie ENI in Italia, al fine di ripristinare un confronto con ENI e Governo utile a dare risposte industriali strategiche ma anche tutele reali e immediate ai lavoratori che verranno coinvolti nella vertenza in corso, e ripristinare quelle certezze contenute nell’accordo del 26 maggio 2011. Per il conseguimento di questi obiettivi ci attiveremo con Filctem e Femca per tali obiettivi. Nel caso in cui si dovessero registrare delle difficoltà tra le OO.SS., la UILCEM si confronterà autonomamente.</p>
<p>Roma, 21 ottobre 2011</p>
<p align="right">LA SEGRETERIA NAZIONALE UILCEM</p>
<br />Filed under: <a href='http://uilcemragusa.com/category/energia-e-petrolio/'>Energia e Petrolio</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/category/eni/'>eni</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/category/uilcem-nazionale/'>uilcem nazionale</a> Tagged: <a href='http://uilcemragusa.com/tag/andrea-fior-del-mondo/'>andrea fior del mondo</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/augusto-pascucci/'>Augusto Pascucci</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/cassa-integrazione-raffineria/'>cassa integrazione raffineria</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/eni/'>eni</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/protocollo-sviluppo-e-competitivita/'>protocollo sviluppo e competitività</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/raffineria-marghera/'>raffineria Marghera</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/raffineria-porto-marghera/'>raffineria porto marghera</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/relazioni-industriali/'>relazioni industriali</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uilcemragusa.wordpress.com/1553/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uilcemragusa.wordpress.com/1553/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uilcemragusa.wordpress.com/1553/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uilcemragusa.wordpress.com/1553/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uilcemragusa.wordpress.com/1553/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uilcemragusa.wordpress.com/1553/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uilcemragusa.wordpress.com/1553/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uilcemragusa.wordpress.com/1553/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uilcemragusa.wordpress.com/1553/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uilcemragusa.wordpress.com/1553/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uilcemragusa.wordpress.com/1553/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uilcemragusa.wordpress.com/1553/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uilcemragusa.wordpress.com/1553/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uilcemragusa.wordpress.com/1553/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1553&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Enel rete gas: Ragusa 2 anni senza infortuni</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 19:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uilcemragusa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin:4px;" title="maurizio terrani uilcem" src="http://www.sciclinews.com/immagini_articoli/1318256847_maurizio_terrani_uilcem.jpg" alt="" width="184" height="230" />Ragusa &#8211; <strong>Maurizio Terrani</strong> (foto), segretario regionale Uilcem con delega al contratto gas-acqua, giovedì 6 ottobre ha visitato la realtà ragusana di enel gas, società leader in Italia per la distribuzione del gas naturale. Il segretario ha voluto complimentarsi coi lavoratori del distretto Ragusa per il raggiungimento di prestigiosissimi risultati gestionali che collocano la nostra provincia tra le più virtuose e produttive di tutto il gruppo enel, distribuzione gas, in Sicilia e nel resto d’Italia.“Il gruppo Ragusa è primo in Sicilia per qualità, sicurezza e produttività –ha evidenziato Terrani nel suo intervento in assemblea- 36.000 utenze raggiunte ad aprile 2011 e due anni a zero infortuni, a questo punto Enel non può non tener conto degli obiettivi raggiunti dal team ragusano, che si distingue per unità e collaborazione reciproca, presentandosi come vera squadra vincente. E i risultati consolidati confermano che a Ragusa si lavora bene, nella piena soddisfazione dell’utente finale e della sicurezza dei lavoratori e degli impianti”. Il segretario regionale della Uilcem ha poi illustrato l’evoluzione degli assetti societari con il consolidamento di Enel, grazie al versamento di capitali propri e all’intervento del consorzio f2i, nella posizione di secondo operatore nazionale nel settore della distribuzione di gas naturale. I lavori dell’assemblea sono stati introdotti dal segretario territoriale <strong>Giuseppe Scarpata</strong>, che ha voluto evidenziare come il percorso di rinnovamento in seno alla Uilcem, e la sinergia tra centro e periferia, sono gli ingredienti necessari a un consenso sempre più in crescita nell’ottica della piena rappresentanza del lavoro e dei lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chimica, ultima chiamata per i grandi poli italiani il futuro è tutto nella &#8220;fine&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 18:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uilcemragusa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di CHRISTIAN BENNA Prova a giocare le sue ultime carte la petrolchimica italiana. Nei giorni in cui la chimica europea rivede al ribasso le proprie stime di crescita per il secondo semestre dell’anno dal 4,5% al 2,5% (con l’Italia che non va oltre all’1,2%), il gruppo Eni svela le sue strategie di rilancio nel piano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1541&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di<strong><a href="http://www.repubblica.it/supplementi/af/2011/10/10/economiaitaliana/021chimico.html" target="_blank"> CHRISTIAN BENNA</a></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Prova a giocare le sue ultime carte la petrolchimica italiana. Nei giorni in cui la chimica europea rivede al ribasso le proprie stime di crescita per il secondo semestre dell’anno dal 4,5% al 2,5% (con l’Italia che non va oltre all’1,2%), il gruppo Eni svela le sue strategie di rilancio nel piano industriale 20122016. Polimeri Europa, la controllata di settore del Cane a sei a zampe, dopo anni di pesanti ristrutturazioni, torna a investire. Sul piatto ci sono 1,6 miliardi di euro per la riconversione dei suoi stabilimenti, per puntare su produzioni più avanzate ed economicamente competitive.<br />
<strong>Al posto del polietilene, a Priolo e Ragusa si sforneranno resine, collanti e adesivi</strong>; a Porto Torres andrà in scena la chimica verde delle bioplatische, grazie all’accordo di jointventure con Novamont, l’azienda titolare del brevetto di MaterBi. Per Porto Marghera invece, petrolchimica dura e pura ancora in capo a Eni, 80 mila barili di petrolio raffinati ogni giorno, è previsto uno stop di almeno sei mesi. E relativa cassa integrazione per i 300 lavoratori della raffineria.<br />
Economia ferma, costo delle materie prime al rialzo, Cina ancora più protagonista. Il quadro di riferimento è sempre più allarmante. Chi non cambia marcia è perduto. E non solo in Italia. In Francia, a Berre, l’impianto della LyondellBasell, in mancanza di acquirenti ha chiuso i battenti, mentre in Germania Basf ha ceduto la sua divisione fertilizzanti ai russi di Eurocom. La parola d’ordine, per tutti, è riconversione. E non sarà un passaggio a costo sociale zero. Del resto il rischio declino è stato messo nero su bianco su un documento riservato, firmato Accenture, A.T. Kearney, Boston Consulting e Mc Kinsey, che circolava al meeting annuale di Madrid del Cefic, l’associazione delle aziende chimiche europee. Il baricentro della chimica si sta spostando verso l’Asia, dove crescono i pesi massimi della chimica di base e della petrolchimica come Sinopec (23 miliardi di fatturato), ChemChina (13 miliardi), pronti a rubare la scena a big player del vecchio continente.<br />
L’Europa resta leader nella produzione chimica, con 449 miliardi di euro di giro d’affari annuale e un surplus commerciale di 47 miliardi, e un export destinato principalmente ai paesi Nafta. Ma da qui al 2030, come ipotizzano gli autori dello studio, lo scenario rischia di essere più fosco.<br />
Se non si cambia passo, il terremoto della chimica rischia di falcidiare tante realtà imprenditoriali. Per l’Italia si parla di una possibile moria del 10% sul totale delle imprese, che sono circa 3000, il 41% Pmi. Dice Giorgio Squinzi, presidente del Cefic e candidato numero uno alla guida di Confindustria, esponente di quel &#8220;quarto capitalismo&#8221; di piccole e medie imprese che, in pochi anni, come la sua Mapei, si sono trasformate in multinazionali tascabili leader nelle rispettive nicchie di mercato: «Dieci anni fa la chimica europea pesava il 34% sul fatturato globale di settore, oggi il 24%. La Cina è passata dal 6% all&#8217;attuale 22%. Questo è lo scenario con cui dobbiamo confrontarci. In Italia, nello stesso lasso di tempo, abbiamo perso 50 mila addetti, 430 mila in tutto il continente. Una emorragia che però si può fermare». E la ricetta, una volta tanto, è tutta Made in Italy. L’Italia dei campioncini della chimica, anche se non ha nessuna impresa nella top 20 delle più grandi imprese del mondo, resta il terzo produttore europeo, dietro a Francia e Germania, e il numero otto su scala globale.<br />
La penisola ha perso da tempo i suoi big player, Montedison, Enichem. Al loro posto sono emersi gruppi che sono diventati leader nei rispettivi mercati: Mossi&amp;Ghisolfi e Novamont nelle bioplastiche, Kearakoll nei prodotti per la casa ecologica, Esseco nella chimica enologica. La stessa Mapei di Giorgio Squinzi stima di chiudere il 2011 con una crescita del 10%, meno dell’anno scorso, e con marginalità in calo, ma sufficientemente ricca di cash flow per programmare l’apertura di altri 4 stabilimenti per il 2012 in giro per il mondo: da Panama al Medio e Estremo Oriente. «Fino a qualche anno fa l’Italia della chimica sembrava spacciata. E invece oggi è un modello. Anche dal punto di vista ambientale. In vent’anni abbiamo dimezzato le quote di CO2, centrando in anticipo gli obiettivi degli accordi di Kyoto».<br />
Per non perdere il treno della crescita, suggerisce Squinzi, ci vuole una politica comune europea nel segno di stesse regole per tutti. Il panorama è ancora troppo frammentato. «Si calcolano più di 160 normative. Un quadro di leggi che strangolano la piccola e media impresa. Soprattutto se confrontate con gli Usa e la Cina dove le norme sono molte più elastiche». Malgrado il rischio declino le relazioni sindacali, contrariamente all’esperienza dell’auto, risultano buone. (<a href="http://www.repubblica.it/supplementi/af/2011/10/10/economiaitaliana/021chimico.html" target="_blank">repubblica.it</a>)</p>
<br />Filed under: <a href='http://uilcemragusa.com/category/chimica/'>chimica</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/category/eni/'>eni</a> Tagged: <a href='http://uilcemragusa.com/tag/chimica-eni/'>chimica eni</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/enichem/'>Enichem</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/giorgio-squinzi/'>giorgio squinzi</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/polimeri-europa/'>Polimeri Europa</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/stabilimento-priolo/'>stabilimento priolo</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/stabilimento-ragusa/'>stabilimento ragusa</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uilcemragusa.wordpress.com/1541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uilcemragusa.wordpress.com/1541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uilcemragusa.wordpress.com/1541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uilcemragusa.wordpress.com/1541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uilcemragusa.wordpress.com/1541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uilcemragusa.wordpress.com/1541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uilcemragusa.wordpress.com/1541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uilcemragusa.wordpress.com/1541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uilcemragusa.wordpress.com/1541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uilcemragusa.wordpress.com/1541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uilcemragusa.wordpress.com/1541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uilcemragusa.wordpress.com/1541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uilcemragusa.wordpress.com/1541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uilcemragusa.wordpress.com/1541/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1541&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Piano industriale Polimeri Europa, comunicato segreterie nazionali</title>
		<link>http://uilcemragusa.com/2011/10/07/piano-industriale-polimeri-europa-comunicato-segreterie-nazionali/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 13:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uilcemragusa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno 4/10/11 si è svolto a Roma l&#8217;incontro tra la società Polimeri Europa congiuntamente a Eni e le OO.SS. Nazionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil assistite dalle strutture territoriali e dalle RSU. L&#8217;incontro è stato condiviso dal Comitato Relazioni Industriali di Eni riunitosi in data 23 Settembre, per la presentazione del Piano Industriale 2012-2015 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1519&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://uilcemragusa.files.wordpress.com/2011/09/filctem_femca_uilcem_logounitario.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1489" title="filctem_femca_uilcem_logo unitario" src="http://uilcemragusa.files.wordpress.com/2011/09/filctem_femca_uilcem_logounitario.jpg?w=300&#038;h=282" alt="" width="300" height="282" /></a>Il giorno 4/10/11 si è svolto a Roma l&#8217;incontro tra la società Polimeri Europa congiuntamente a Eni e le OO.SS. Nazionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil assistite dalle strutture territoriali e dalle RSU. L&#8217;incontro è stato condiviso dal Comitato Relazioni Industriali di Eni riunitosi in data 23 Settembre, per la presentazione del Piano Industriale 2012-2015 di Polimeri Europa, ed ha riguardato le diverse attività a livello di società e nei territori. All&#8217;interno di uno scenario del settore chimico complesso sia a livello internazionale che nazionale, le diverse produzioni dimostrano il loro caratteristico andamento ciclico che ha prodotto perdite significative negli scorsi anni, che fa registrare per alcune produzioni legate alla linea etilene-polietilene una dimostrata criticità strutturale dovuta ad una sovraccapacità produttiva europea e mondiale oltre ad un crescente costo delle materie prime. Nonostante ciò Polimeri Europa, in accordo con Eni, ha deciso di mettere in campo un piano per il settore della chimica orientato a forti investimenti rivedendo quindi la decisione di sostanziale dismissioni perseguita in questi anni, riposizionando quindi le attività chimiche e la società all’interno delle strategie del gruppo: in questo contesto è stato annunciato anche il cambio del nome della società. Il Piano prevede investimenti nell&#8217;ordine di 1.6 ML di euro nel quadriennio, nello sviluppo businness profittevoli (elastomeri, stirenici, e <strong>nel segmento di polietilene EVA</strong>) e nel consolidamento degli intermedi e degli aromatici, a cui si aggiungono quelli previsti dal progetto di riconversione del sito di P.Torres per circa 500 ML nelle produzioni della cosiddetta chimica verde. <span id="more-1519"></span>Il Piano prevede un sostanziale consolidamento occupazionale sia nei diretti che negli indiretti nel breve termine, con una tendenza alla fine degli investimenti ad un loro incremento. L&#8217;obiettivo dichiarato è quello di riportare,nell&#8217;arco di validità del piano,tutti i businnes in terreno positivo per ciò che riguarda la loro redditività. Le Segreterie Nazionali hanno espresso, un giudizio positivo per il ritorno di investimenti nella Chimica Indubbiamente questo Piano segna una svolta importante nelle politiche dell&#8217;Eni riguardo alla chimica: dopo anni di dismissioni e investimenti legati solo alla necessità di mantenimento degli impianti e di pesantissime perdite occupazionali, si intravede la possibilità di tornare ad investire e di vedere la chimica della più importante società italiana competere sia a livello nazionale che internazionale. Questa sfida può essere accettata perché può consentire una graduale consolidamento di Polimeri Europa e conseguentemente, auspichiamo, il consolidamento e la crescita sul versante occupazionale. Le Segreterie Nazionali ritengono ritengono importante non sottovalutare le difficoltà di attuazione del piano e, per tale, motivo indispensabile che il confronto sindacale prosegua sia a livello nazionale, sia a livello locale nei siti affinchè Polimeri Europa dettagli in modo specifico gli investimenti e gli interventi da realizzare, con particolare attenzione a anche a quegli investimenti che devono essere fatti sulle persone, sulla loro formazione, sulla loro professionalità. Le Segreterie Nazionali manterranno un monitoraggio costante, sulla qualità degli investimenti in relazione alle specifiche esigenze dei siti valutandone la coerenza degli impegni annunciati rispetto al piano industriale e, in tal senso, attiveranno puntualmente tutti gli strumenti e i percorsi di confronto, in particolare il prossimo previsto appuntamento sui Temi della Ricerca del Gruppo nonché la attivazione del Comitato Scientifico, previsti dal Protocollo Eni su Competitività e Sviluppo.</p>
<p style="text-align:center;" align="center"><strong>Segreterie Nazionali Filctem Cgil Femca Cisl Uilcem Uil</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Roma, 6 Ottobre 2011</p>
<br />Filed under: <a href='http://uilcemragusa.com/category/chimica/'>chimica</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/category/eni/'>eni</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/category/uilcem-nazionale/'>uilcem nazionale</a> Tagged: <a href='http://uilcemragusa.com/tag/fulc/'>Fulc</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/piano-industriale-e/'>piano industriale e</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/piano-industriale-polimeri-europa/'>piano industriale polimeri europa</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uilcemragusa.wordpress.com/1519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uilcemragusa.wordpress.com/1519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uilcemragusa.wordpress.com/1519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uilcemragusa.wordpress.com/1519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uilcemragusa.wordpress.com/1519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uilcemragusa.wordpress.com/1519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uilcemragusa.wordpress.com/1519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uilcemragusa.wordpress.com/1519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uilcemragusa.wordpress.com/1519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uilcemragusa.wordpress.com/1519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uilcemragusa.wordpress.com/1519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uilcemragusa.wordpress.com/1519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uilcemragusa.wordpress.com/1519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uilcemragusa.wordpress.com/1519/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1519&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Polimeri Europa, piano industriale 2012-2015: meno polietilene, più specialità nelle produzioni, più occupazione.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 08:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uilcemragusa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parola d&#8217;ordine, riconversione. Eni investirà nel prossimo triennio 1,6 MD € nella chimica italiana.  Riportare la chimica nella fascia di competizione per quei business ove è possibile ancora competere. È questo in sintesi il messaggio lanciato al sindacato dall&#8217;ad Polimeri Europa, Daniele Ferrari (foto), in occasione della presentazione del piano triennale degli investimenti  che ha [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1512&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft" style="margin:2px;" title="Daniele Ferrari" src="http://www.icis.com/assets/getasset.aspx?ItemID=29736" alt="" width="250" height="304" />Parola d&#8217;ordine, riconversione</strong>. Eni investirà nel prossimo triennio 1,6 MD € nella chimica italiana.  Riportare la chimica nella fascia di competizione per quei business ove è possibile ancora competere. È questo in sintesi il messaggio lanciato al sindacato dall&#8217;ad Polimeri Europa, Daniele Ferrari (foto), in occasione della presentazione del piano triennale degli investimenti  che ha avuto luogo a Roma in data 4 ottobre 2011. Un progetto ambizioso che, nel medio periodo,  vuole riportare la chimica del gruppo eni a livelli di competitività apprezzabili dal mercato e dagli azionisti di riferimento. Diversificazioni delle produzioni e fortificazione del business ove già Polimeri Europa è leader mondiale. Tagli alla produzione di etilene e polietilene, con fermata definitiva del politene lineare priolo, divenuto non più strategico per gli alti costi di produzione. A Priolo andranno 360 ML di euro, di cui 220 per la costruzione di 2 nuove impianti per la trasformazione e lavorazione dei tagli cracking c5 e c9. Meno politene, dunque, più specialità nelle produzioni, più occupazione. <strong>Ragusa</strong> vedrà lo sbottigliamento della linea  Eva, copolimero ad alto valore aggiunto dalle molteplici funzionalità (dal campo medico all’agricoltura, all’incapsulamento del silicio per pannelli fotovoltaici, solo per citare alcune trasformazioni possibili del prodotto), produzione per cui è ancora possibile competere sul mercato. <span id="more-1512"></span>Mantenimento assetti industriali in Italia e battente occupazionale in crescita, nel triennio, di circa 200 unità per tutte le realtà di Polimeri Europa. La chiusura del politene di Priolo e il ricollocamento del personale dello stabilimento siracusano nei nuovi impianti di lavorazione resine, adesivi e collanti, in sostituzione delle produzioni esistenti, sarà ad impatto sociale zero. Il piano d’investimenti sarà adesso illustrato in ciascuno dei siti industriali, per spiegare nello specifico i progetti da realizzare.</p>
<p style="text-align:justify;">Piena soddisfazione da parte del sindacato ragusano che, in una nota comune dà risalto al fatto che“per la prima volta, ed è un dato storico, ci si è confrontati con un piano d’investimenti serio e ambizioso, che non parla esclusivamente di tagli al personale e chiusure impianti, ma, garantendo la continuità dell’esistente, punta dritto alla riconversione di vecchi assetti e fortifica le produzioni gradite al mercato. Tra queste, Ragusa”.</p>
<p style="text-align:justify;">Erano presenti per la delegazione ragusana, Paolo Rizza della Filctem Cgil , Giorgio Saggese e Vito Polizzi della Femca Cisl, Marco La Rosa e Giuseppe Scarpata della Uilcem Uil e le RSU di stabilimento.</p>
<p>Giuseppe Scarpata</p>
<br />Filed under: <a href='http://uilcemragusa.com/category/chimica/'>chimica</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/category/eni/'>eni</a> Tagged: <a href='http://uilcemragusa.com/tag/daniele-ferrari/'>daniele ferrari</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/fermata-politene-priolo/'>fermata politene priolo</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/investimenti-priolo/'>investimenti priolo</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/piano-industriale-eni/'>piano industriale eni</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/piano-industriale-polimeri-europa/'>piano industriale polimeri europa</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/piano-industriale-polimeri-europa-2012-2015/'>piano industriale polimeri europa 2012-2015</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uilcemragusa.wordpress.com/1512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uilcemragusa.wordpress.com/1512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uilcemragusa.wordpress.com/1512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uilcemragusa.wordpress.com/1512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uilcemragusa.wordpress.com/1512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uilcemragusa.wordpress.com/1512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uilcemragusa.wordpress.com/1512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uilcemragusa.wordpress.com/1512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uilcemragusa.wordpress.com/1512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uilcemragusa.wordpress.com/1512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uilcemragusa.wordpress.com/1512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uilcemragusa.wordpress.com/1512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uilcemragusa.wordpress.com/1512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uilcemragusa.wordpress.com/1512/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1512&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La chiusura della raffineria di Marghera rientra nella regole, lo dice eni</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 22:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uilcemragusa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La volontà di Eni di mettere in cassa integrazione scaglionata  i 400 dipendenti della raffineria di Marghera, in perdita, è stata comunicata venerdì scorso ai sindacati, innescando preoccupazioni per una chiusura definitiva dell&#8217;impianto. &#8220;La decisione della sospensione è già stata presa, non è negoziabile e segue un accordo fatto con i sindacati nazionali il 26 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1505&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">La volontà di Eni di mettere in cassa integrazione scaglionata  i 400 dipendenti della raffineria di Marghera, in perdita, è stata comunicata venerdì scorso ai sindacati, innescando preoccupazioni per una chiusura definitiva dell&#8217;impianto.<span id="more-1505"></span></p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;La decisione della sospensione è già stata presa, non è negoziabile e segue un accordo fatto con i sindacati nazionali il 26 maggio. Non procederemo però ad alcuna chiusura fino al 31 dicembre 2014 e questo non significa neppure che lo faremo nel 2015&#8243; ha detto il <strong>responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo eni, Leonardo Bellodi.</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">La firma del protocollo di maggio, sulla produttività e  relazioni industriali  del gruppo eni, prevede fermate temporanee -con soluzioni di CIG per i lavoratori, smaltimento ferie e conto ore individuale- per ostilità mercati, sovrastoccaggio, altro, nell&#8217;ambito della strategia del gruppo, condivise dai sindacati.</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Domani è prevista una protesta dei lavoratori della raffineria. Intanto è stato convocato un altro incontro, il 4 ottobrea Roma, dove si discuterà anche di investimenti per la chimica.</p>
<br />Filed under: <a href='http://uilcemragusa.com/category/eni/'>eni</a> Tagged: <a href='http://uilcemragusa.com/tag/lorenzo-bellodi/'>lorenzo bellodi</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/protocollo-eni/'>protocollo eni</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/protocollo-produttivita/'>protocollo produttività</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/protocollo-relazioni-sindacali-eni/'>protocollo relazioni sindacali eni</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/protocollo-sviluppo-e-competitivita/'>protocollo sviluppo e competitività</a>, <a href='http://uilcemragusa.com/tag/raffineria-marghera/'>raffineria Marghera</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uilcemragusa.wordpress.com/1505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uilcemragusa.wordpress.com/1505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uilcemragusa.wordpress.com/1505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uilcemragusa.wordpress.com/1505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uilcemragusa.wordpress.com/1505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uilcemragusa.wordpress.com/1505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uilcemragusa.wordpress.com/1505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uilcemragusa.wordpress.com/1505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uilcemragusa.wordpress.com/1505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uilcemragusa.wordpress.com/1505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uilcemragusa.wordpress.com/1505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uilcemragusa.wordpress.com/1505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uilcemragusa.wordpress.com/1505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uilcemragusa.wordpress.com/1505/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uilcemragusa.com&amp;blog=10234092&amp;post=1505&amp;subd=uilcemragusa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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