Crisi raffinerie, il 17 febbraio incontro sindacati-Unione petrolifera

L’incontro arriva dopo l’allarme lanciato all’inizio di febbraio dal presidente dell’Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, che, tracciando il consuntivo petrolifero 2009, aveva parlato di “crisi del settore delle raffinerie, con rischio di chiusura per 4-5 impianti in Italia e di circa 7.500 posti di lavoro a rischio”. «In Italia ci sono 4 o 5 raffinerie a rischio chiusura. Una raffineria ha in media 4-500 dipendenti più l’indotto che conta per tre o quattro volte. Fa 1.500 persone a impianto, se si moltiplica per 4 o 5 il conto è fatto», ha detto De Vita. L’Up cita anche i nomi degli impianti in crisi: Livorno e Pantano in cerca di compratori; Falconara che ha 92 esuberi; Taranto e Gela dove l’attività è provvisoriamente ferma.
La Sicilia è leader per la produzione di greggio a terra pari a 544 migliaia di tonnellate nel 2007, in calo rispetto a 704 migliaia di tonnellate del 1997. Tra la produzione a terra solo la Basilicata può permettersi di superare l’Isola con una produzione pari a 544 migliaia di tonnellate di greggio. Inoltre la Sicilia, può vantare attualmente una capacità di raffinazione pari al 37,5%.
| Raffineria | Capacità(MT/anno) | Occupati | DirettiIndiretti(stima) |
| Gela(Eni) | 5,0 | 1400 | 800 |
| Milazzo(Eni50%-Kupit50%) | 9,8 | 600 | 400 |
| Priolo(Erg51%-Lukoil49%) | 20,5 | 1100 | 2500 |
Dalla tabella si nota che il petrolchimico di Gela rappresenta un punto critico della raffinazione Eni, 5 MT di greggio raffinato per 2.200 occupati, tanto da ricondurre allo stesso oltre la metà della perdita del settore Refining & Marketing nei primi nove mesi del 2009. Taranto, gruppo Eni, a parità di distillato, dà lavoro a 700 persone tra diretto e indotto. Meno di un terzo del popolo della raffineria di Gela. Una serie di fattori tra l’altro farebbe rientrare proprio Gela tra gli obiettivi sensibili, una stabilimento petrolchimico che sconta le difficoltà strutturali di una politica di disinvestimenti, dismissioni e chiusure da oltre un ventennio.
Dunque un mero disegno di riduzione occupazionale si celerebbe dietro le parole di UP, e del suo presidente. La Sicilia, con ben 3 impianti di distallazione, potrebbe subire la chiusura di due stabilimenti, Gela e Milazzo, che occupano circa 3.200 persone tra diretto e indotto. Chiusura o dimagrimento, in tempi rapidi e decisi.
Le raffinerie italiane subiscono, secondo l’Up, anche la concorrenza dei Paesi mediorientali, dove «i costi sono più bassi e non bisogna rispettare obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti». L’Up non chiede al governo sovvenzioni economiche, ma sollecita il varo di un quadro normativo meno severo, soprattutto sul fronte ambientale. Secondo le stime dell’associazione, il settore ha chiuso il 2009 con perdite complessive per circa un miliardo di euro.
gs


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